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Sasà ha tredici anni e crede che il mondo sia un posto giusto. Un’infanzia piena di luce, di mare e di libertà lo ha preparato alla vita, non alla ferocia. Poi, in un tardo pomeriggio d’estate, tutto crolla: sua sorella è incinta e la famiglia, di cultura siciliana, decide che quel bambino non deve nascere.
Tra silenzi carichi di vergogna, tradizioni che diventano condanne e adulti incapaci di proteggere, Sasà perde l’innocenza e scopre l’orrore delle regole non scritte.
Mentre il circo, il mare e l’amicizia gli mostrano un’altra idea di umanità, una domanda lo lacera: chi difende la vita quando l’amore si piega alla paura?
Un romanzo intenso e necessario sulla fine dell’infanzia e sul coraggio di restare umani.
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